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Gentili Colleghi,
con questa comunicazione vogliamo condividere con voi alcune riflessioni aggiuntive sulle questioni in discussione in questi giorni.
Siamo sicuri di essere di fronte ad una svolta molto importante per il futuro della nostra azienda e di molti colleghi soprattutto CTD.
Nei prossimi giorni riprenderà in azienda il confronto sindacale e, tra i numerosi temi in discussione, si parlerà anche della possibilità di dar luogo a stabilizzazioni.
E’ sicuramente un fatto molto importante, anche considerando che molti di noi sono precari da molti anni e che, parlare di stabilizzazioni dopo soli due anni dalla nascita della nuova compagnia è un fatto certamente positivo, a prescindere da quello che sentiamo ogni giorno e che è, complessivamente riconducibile, a vere e proprie voci di corridoio che non servono ad altro che ad innescare nervosismo e confusione nelle nostre teste.
Comprendiamo perfettamente le ansie e le paure di molti: è nostro compito, da Sindacato coscienzioso quale riteniamo di essere – ed in tal senso ve ne abbiamo dato numerose testimonianze – farle nostre e cercare di combatterle assieme a voi non lasciando isolato nessuno.
A questo proposito, desideriamo approfondire il problema del limite del 23 gennaio, che per molti rappresenta un vero e proprio dilemma, anche, ma non solo, per quanto concerne la volontà di ogni singolo Collega, che abbiamo l’onore di rappresentare, in merito alla eventuale decisione di contestare a C.A.I. i nostri contratti.
Ciò detto, occorre, sin da subito, chiarire che non esiste assolutamente un sindacato, un delegato sindacale o anche un avvocato, che possa aprioristicamente stabilire e assicurare al 100% l’opportunità di ricorrere contro un’azienda in cui si è attualmente dipendenti. E non esiste neanche un modo certo ed infallibile per poter stabilire se l’esito finale sarà favorevole per il ricorrente o per la parte chiamata in causa.
Quello che sappiamo per certo è che, come UGL, siamo alla costante ricerca delle migliori soluzioni in materia di lavoro precario e che tutte le nostre scelte ed azioni, già condivise con voi, sono certamente mirate oltre che al risultato finale, anche ad un valore ben “maggiore” e “nobile” di quello che è il risultato stesso, ossia, alla tutela del singolo Collega di fronte all’azienda per cui lavora come dipendente.
Siamo anche certi – consentiteci la presunzione – che mai si potrà affermare che questo sindacato non abbia investito le proprie energie nella ricerca di ogni soluzione possibile per il presente ed il futuro dei CTD, anche rischiando alcune volte delle vere e proprie lacerazioni interne, frutto di confronto acceso, sull’opportunità di una azione sindacale piuttosto che di un’altra.
Desideriamo, dunque, informarvi circa la possibilità di estendere, temporalmente, il limite della decorrenza di 60 giorni, entro i quali impugnare i termini apposti ai nostri contratti, anche per coloro i quali volessero, in tutta autonomia, decidere di ricorrere (anche) contro Alitalia C.A.I. e non solo, come scritto in recenti comunicazioni, contro la “vecchia Alitalia”, per il solo ottenimento della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria.
Ferme restando, quindi, le precedenti comunicazioni che indicavano il 23 gennaio 2011 come ultima data per contestare i termini apposti ai singoli contratti ormai già passati, desideriamo comunicarvi che
ANCHE
oltre la data suddetta si potrà comunque ricorrere contro la nostra Azienda, Alitalia C.A.I., presso la quale siamo attualmente impiegati.
Questo ci viene assicurato dal nostro studio legale e dalle nostre verifiche, perché l’articolo nr. 32 del cd. Collegato Lavoro (L.183/2010) definisce la decorrenza dei 60 giorni dalla scadenza dell’ultimo contratto, come perentoria SOLO E SOLTANTO nel caso in cui si voglia contestarne la legittimità.
Dunque, la legge in questione, farà decadere solo e soltanto quella possibilità ma, sicuramente, altre possibilità per ricorrere rimarranno valide, sempre e comunque.
In prima analisi il concetto è estendibile sia per chi avesse firmato, in passato, un contratto ai sensi dell’art.2 del DL. 368/2001 e sia per chi avesse firmato un contratto, ai sensi dell’art. 1 dello stesso decreto legislativo.
Per spiegare il motivo di quanto sin ora affermato nel modo più semplice possibile, supponiamo con voi, a livello pratico, che il collega Mario BIANCHI abbia, alla data odierna, stipulato solamente due contratti e, come molti di voi, si stia domandando se sia opportuno o meno adire le vie legali nei confronti dell’Alitalia C.A.I.
A questo proposito occorre dire, come abbiamo già illustrato, che, se il Sig. Mario BIANCHI non contesterà il termine dei suoi due contratti entro il 23 gennaio 2011, quei termini contrattuali saranno “sanati” e prescritti.
Sempre supponendo a livello pratico, immaginiamo che il Sig. Mario BIANCHI, nel corso dell’anno 2011, stipuli altri due contratti, indipendentemente dall’articolo di legge, con l’Alitalia C.A.I.
A questo punto, il Sig. Mario BIANCHI non avrà comunque perso la possibilità di agire legalmente contro la sua Azienda, anche dopo il 23 gennaio 2011,
poiché potrà,
sempre ai sensi dell’art. 32 della Legge 183/2010 (Collegato Lavoro), contestare la legittimità del termine del suo ULTIMO contratto (il quarto) e potrà, simultaneamente, anche contestare un abuso di reiterazione, considerato illegittimo, nei suoi confronti da parte datoriale, perché è vero che agirà solo sull’ultimo contratto, ma quell’ultimo contratto altro non sarà se non la diretta conseguenza della successione reiterata nel tempo, a partire dalla stipula del primo fino al quarto, di TUTTI i suoi contratti e, quindi, non solo dell’ultimo che ha deciso di contestare, entro i termini di legge previsti, entro i 60 giorni dalla scadenza.
Questo esempio al solo scopo di dirvi, in poche parole, che ci rendiamo perfettamente conto che il termine fissato per il 23 gennaio dalla Legge, come perentorio, costituisca un D-DAY ma, anche, per informarvi che sono possibili altre soluzioni contrariamente a quanto sentiamo, di giorno in giorno, dalle voci di alcuni colleghi e sindacati.
Dunque non tutto è perduto e non tutto è già deciso: al contrario desideriamo chiarire che non esiste una sola ed unica verità e non esistono a questo mondo “santoni” o “guru sindacali” che possano dirci quale sia la strada da percorrere e per giunta anche non sbagliando.
Quello che pensiamo sia opportuno ed importante chiarire è che ci sono altre possibilità per risolvere finanche queste importanti questioni, da cui dipende il nostro futuro, certamente professionale, ma altrettanto certamente esistenziale.
Quello che pratichiamo ogni giorno, in questo caso sul tema CTD, è un vero e proprio “tour de force” per ricercare ogni possibile soluzione.
Siamo incoraggiati dalla fiducia che riponete in noi e onorati di rappresentarvi,
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